Naples Street Food

Ho dei gusti semplicissimi; mi accontento sempre del meglio.

Oscar Wilde

Panzarotti o crocchè, zeppole o pasta cresciuta e scagliuzzielli. Tutte le strade di Napoli portano a una friggitoria: crocchette di patate ripiene di fior di latte o provola impanate e fritte, i panzarotti; frittelline di pasta cresciuta, le zeppole; triangolini di polenta fritta, gli scagliuzzielli… impossibile resistere.

Dove mangiarli: Friggitoria Vomero. Via Domenico Cimarosa, 44. Tel. +39 0815783130. Fritti asciutti, leggeri, dorati e fragranti. Oltre i crocchè, le paste cresciute e gli scaiuzzielli, ottimi anche gli arancini e i fiorilli – fiori di zucca. Fiorenzano. Via Pignasecca, 48. Tel. +39 0815523663. Fiorenzano in città e sinonimo di bontà fritte. Per provarle tutte si può scegliere il cuoppo con panzarotti, frittatine di pasta, arancini, zeppulelle, zucchine e melanzane pastellate e ciurilli ripieni e non. Passione di Sofi. Via Toledo, 206. Tel. +39 081405141 – Via Benedetto Croce, 42. Tel. +39 0815517897. Non solo grandi classici… dalla Passione di Sofi la tradizione si rinnova per dar vita a fritti insoliti e golosi come le crocchè con prosciutto o le zeppoline con friarielli. Starita. Via Materdei, 27. Tel. +39 0815573682. Fritture leggere e gustose. Buoni i panzarotti e i fiori di zucca ripieni di ricotta. Da provare gli angioletti, pezzetti di pasta di pizza fritta serviti con pomodorini e rughetta.

‘A frittata e maccarune. Nata come pietanza di riutilizzo, ‘a frittata e maccarune è diventata a ragione uno dei cibi di strada più amati dai locali e dai tanti viandanti che gironzolano per i vicoli della città. Si tratta di un involucro di pasta (maccarune) e besciamella ripieno di carne macinata, piselli e fior di latte o più semplicemente prosciutto cotto e provola, ricoperto di una pastella a base di acqua e farina e fritto in olio bollente… in sostanza puro godimento.

Dove mangiarla: Pizzeria Di Matteo. Via dei Tribunali, 94. Tel. + 39 081455262. Certamente la più famosa del centro storico e la fila presente dinanzi al bancone ne è la conferma, ma l’attesa sarà ben ripagata da una frittata e’ maccarune croccante e da un ripieno voluttuoso e invitante. Un consiglio: giunto il vostro turno approfittatene anche per assaggiare i panzarotti e le zeppole, davvero buoni. Rosticceria Imperatore. Via Colli Aminei, 66. Tel. +39 0817435629. Ritenute dai locali e non solo le migliori della città, qui le frittatine vengono proposte esclusivamente in versione tradizionale. Pizzeria La Figlia del Presidente. Via del Grande Archivio, 23/24. Tel. +39 0812867389. Maria Cacciali si rifà alla ricetta di papà e come lui arricchisce la sua frittata e’ maccarune con un tocco di ragù. Rosticceria La Padella. Piazzetta Arenella, 21. Tel. +39 081556101. Qui per rendere la frittatina ancora più ricca di sapore al ripieno vengono aggiunti salame, formaggio piccante e provola stagionata. Pizzeria Concettina ai Tre Santi. Via Arena alla Sanità, 7. Tel. +39 081290037. Se amate i sapori decisi dovete assolutamente provare a’ frittata e’ maccarune alla genovese riccamente ripiena del tradizionale ragù napoletano a base di carne e cipolle. Ancora Fiorenzano. Via Pignasecca, 48. Tel. +39 0815523663. Tanti le varianti proposte in questa friggitoria. Assolutamente da provare: salsicce e friarielli, pasta e patate e melanzane a funghetto.

Pizza a portafoglio o a libretto. La pizza, simbolo indiscusso della cucina napoletana, nella sua versione a portafoglio o a libretto è senza alcun dubbio la miglior rappresentazione del cibo di strada partenopeo. Di dimensione leggermente più piccola, la pizza viene ripiegata in quattro – con una modalità che ricorda appunto la chiusura di un portafoglio – e servita in un foglio di carta: il tutto per rendere più pratico il suo essere mangiata in strada e ottenere al tempo stesso il massimo piacere per il palato.

Dove mangiarla: Antica Pizzeria Port’Alba. Via Port’Alba, 18. Tel. +39 081459713. Tra i vicoli di Napoli si narra che la pizza a portafoglio sia nata proprio qui… vero o falso che sia la pizza è davvero saporita: l’impasto è morbido e leggero e il condimento di assoluta qualità. Pizza a Portafoglio da Gennaro Salvo. Via Toledo, 244. Tel. +39 08126651218. L’insegna parla chiara qui la protagonista indiscussa è chiaramente la pizza a portafoglio. Impasto preparato con farine biologiche e maturazioni a temperatura ambiente fino a 24 ore e materie prime di altissima qualità – pomodoro ottimo e fiordilatte burroso e saporito – sono questi i segreti che rendono le pizze a libretto di Gennaro Salvo veramente perfette. Ancora Pizzeria Di Matteo. Via dei Tribunali, 94. Tel. + 39 081455262. Altra bontà firmata Di Matteo. Anche in questo caso ci sarà da attendere, ma poi addenterete una margherita o una marinara a portafoglio decisamente buone.

Pizza fritta e pizza montanara. La prima a mezzaluna, la seconda tonda, una ripiena con ricotta, ciccioli di maiale, provola e pepe, l’altra ricoperta di pomodoro, parmigiano e basilico… in ogni caso rigorosamente fritte e tanto buone da creare dipendenza.

Dove mangiarla: La Masardona. Via Giulio Cesare Capaccio, 27. Tel. +39 081281057. Un’istituzione in città in fatto di pizza fritta, non sorprende quindi che sia spesso affollata, ma al primo morso l’attesa sarà già un lontano ricordo. La completa ripiena di cicoli, ricotta di bufala, provola, pomodoro, pepe e basilico, è la specialità della casa, ma meritano decisamente un assaggio la veganina con scarole saltate in padella con uvetta e pinoli, olive nere di gaeta e provola, la zio Gennaro ripiena con salsiccia, friarielli e provola affumicata e l’ortolina con melanzane a funghetto, provola, pomodoro datterino e basilico. O sfizio d’a Notizia. Via Michelangelo da Caravaggio, 49/51. Tel. +39 0817148325. Tra i grandi fautori del rilancio della pizza napoletana, Enzo Coccia si sta ora adoperando per la valorizzazione di altri due classici della tradizione gastronomica popolare partenopea: la ‘mpustarella – un pane a tutti gli effetti ma con intatta la morbidezza della pizza da riempire con ogni sorta di prelibatezza – e la pizza fritta. Qui la pizza fritta è servita nella duplice versione ripiena o come montanara. Il menu comincia con le proposte più classiche. Poi, la scelta cambia con le stagioni e seguono le idee di Enzo Coccia, pensate e provate per confermare, con forza ancora maggiore, come sia possibile tradurre quel suo sogno in realtà: dare valore e spessore a cibi poveri della nostra cucina. Pizzeria De’ Figliole. Via Giudeca Vecchia, 39. Tel. +39 081286721. Nel ventre di Napoli, nel cuore di Forcella sorge dal 1860 la pizzeria De’ Figliole. Il locale condotto esclusivamente da donne della famiglia Apentino è da sempre votato alla preparazione della pizza fritta. Quattro i tipi di pizza fritta serviti: completa con ricotta, cicoli, salame, pomodoro, provola e pepe, scarole con scarole crude, acciughe, olive nere e pepe, chicchinese ossia che unisce le due precedenti e, infine, salsicce e friarielli. Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo. Via dei Tribunali, 37 – Piazza Trieste e Trento, 53 – Via Luca Giordano, 35. La pizza fritta, quella della antica tradizione napoletana, innovata da un impasto leggerissimo preparato con farine di agricoltura biologica tipo 0 e integrale, e nelle nuove ed esclusive varianti come quella con polpettine di manzo fritte della macelleria Tortora o con il tarallo napoletano con mandorle e pepe del tarallificio Leopoldo, come quella con il pesto di basilico genovese Dop o ancora con puparuolo ‘mbuttunato – peperone ripieno. Ancora Starita. Via Materdei, 27. Tel. +39 0815573682. Ben fritte, soffici, saporite e dai condimenti abbondati. Buonissima la pizza fritta con ricotta, cicoli e pepe, superba la montanara dalla doppia cottura, fritta e al forno, e condita con una salsa profumata al basilico e abbondante fiordilatte e parmigiano. Da provare anche la montanara con sugo alla genovese. Ancora Pizzeria Concettina ai Tre Santi. Via Arena alla Sanità, 7. Tel. +39 081290037. Tradizione e rivoluzione per Ciro Oliva. Le sue pizzette montanare e la sua pizza fritta sono ottenute da un blend di farine 0 e 00 e l’impasto viene fatto lievitare almeno 12 ore a temperatura ambiente. Ghiotte e stuzzicanti le pizzette montanare in due versione: allo scarpariello con pomodoro di Corbara, pecorino bolognese, peperoncino e basilico e montanarina di Ciro 1.0 con ricotta di fuscella di bufala, pancetta e zeste di limone. Asciutta, leggera e fragrante la pizza fritta con cicoli, ricotta di fuscella di bufala, provola affumicata, pomodoro San Marzano Dop e pepe. Ancora Pizzeria La Figlia del Presidente. Via del Grande Archivio, 23/24. Tel. +39 0812867389. Decisamente classica napoletana la pizza fritta con cicoli di maiale, ricotta, provola e pepe di Maria Cacciali. Ma volendo uscire fuori, ma non troppo dalla tradizione, consigliatissima la versione salsiccia, friarielli e provola. Da provare anche la montanara con ragù napoletano, mozzarella, parmigiano e basilico.

O’ per’ e o’ muss. Semplicemente piede di maiale, muso di vitello e altre interiora bolliti, tagliati a tocchetti e conditi con sale e limone… una vera bontà della tradizionale cucina povera partenopea.

Dove mangiarlo: Antica Tripperia dal 1945 ‘O Russ’. Via S. Eframo Vecchio, 68. Tel. +39 0815991701. La storia della trippa in città. Non solo ‘o per e ‘o muss dunque, ma anche trippa con patate, al sugo, con fagioli, alla romana. Imperdibile ‘a zuppa ‘e carnacotta. Addò biònd ra trìpp. Via Arena della Sanità, 10. Sono rimasti in pochi a salare le interiora con il corno di bue bucato all’estremità: Pietro Pappacena lo fa ancora, forse per onorare colui che fin da piccolo gli ha insegnato il mestiere, il papà Raffaele. Qui le interiora sono selezionate accuratamente e rigorosamente tagliate e condite al momento. Le Zandraglie. Via Pignasecca, 14. Tel. +39 0815511993. Pochi tavoli, arredamento spartano ed essenziale: tovaglia a quadretti, tovaglioli di carta e poco più, ma tanto basta per assaporare le prelibatezze di Le Zandaglie: oltre ‘o per e ‘o muss, trippa al sugo, maccheroni con la trippa, zuppa marescialla e ‘e carnacotta.

O’ cuoppo e’ mare. Il cuoppo è un cartoccio di carta riciclata a forma di cono da riempire con ogni sorta di fritto. Nello specifico o’ cuoppo e’ mare è colmo di pesce fritto di ogni tipologia: alici, baccalà, zeppoline di mare, calamari, gamberi e moscardini… uno squisito tripudio di sapori di mare.

Dove mangiarlo: La Sicilia di Serafino. Via dei Tribunali, 44. Tel. +39 0815571433. Filetti di triglia, alici, gamberoni, baccalà e calamari… il cuoppo di pesce fritto è la vera specialità della casa. Si può scegliere anche nella versione con verdure: melanzane, carciofi, zucca, cavolfiori, zucchine e pomodori. Il Cuoppo. Via San Biagio dei Librai, 23. Tel. +39 0818616106. Ingredienti freschissimi e fritti al momento: code di gambero, baccalà, zeppole di mare, chele di granchio, alici e calamari. Ancora Passione di Sofi. Via Toledo, 206. Tel. +39 081405141 – Via Benedetto Croce, 42. Tel. +39 0815517897. Insoliti fritti di mare dalla Passione di Sofi come il polpo in pastella e le frittelle di baccalà. Estrema qualità anche per i grandi classici come con le alici di Cetara fritte.

O’ bror e’ purp. “Con due soldi si compera un pezzo di polipo bollito nell’acqua di mare, condito con peperone fortissimo: questo commercio lo fanno le donne, nella strada, con un focolaretto e una piccola pignatta”. Così nel Ventre di Napoli Matilde Serao descriveva il vecchio mestiere dei venditori di brodo di polpo che affollavano con i loro pentoloni i vicoli di Napoli. Quella figura sta ormai scomparendo, ma è ancora possibile trovare chi cerca a fatica di preservare questa pietanza così semplice da preparare, ma così appagante.

Dove mangiarlo: Pescheria Addo’ Figlio e Carlucciello. Via Cesare Rosaroll, 140. Tel. +39 0810335053. Una pescheria con cucina dove poter assaporare uno squisito brodo di polpo e tante altre gustose specialità di mare. Chiosco di Raffaele. Via Foria. Un piccolo chiosco quello di Raffaele con in bella vista un pentolone fumante da cui vengono prelevate con estrema maestria perfette porzione di bror e’ purp con ranfetelle – tentacoli di polpo. Un brodo caldo, saporito e quel tanto piccante che non guasta. A figlia do’ Marenaro. Via Foria, 180/182. Tel. +39081440827. Questo locale deve la sua nascita proprio al brodo di polpo. Era il 1943 quando Papucc ‘o Marenaro iniziò a vendere in quel di Porta Capuana o’ bror e’ purp e proprio quelle tazze di bollente e piacevole brodo hanno reso possibile con il tempo l’apertura del ristorante. Oltre al brodo di polpo, imperdibile la celebre zuppa di cozze. È pronto ‘o mangià. Via Cesare Rosaroll, 65. Tel. +39 0810098833. Un invito a sedersi a tavola… questo il clam di questa osteria dove lasciarsi coccolare da una cucina perlopiù di mare semplice, buona e di tradizione. A figlia d’o Luciano. Piazza Enrica de Nicola, 38. Tel. +39 081293302. Localino davvero spartano ma in cui assaporare l’essenza della cucina di una volta. Brodo di polpo dal gusto vero e intenso. Da non perdere il polpo alla Luciana e la zuppa di cozze.

Taralli ‘nzogna e pepe. ‘Nzogna – sugna, mandorle e pepe, questi gli ingredienti che caratterizzano il tarallo napoletano. Preparato in passato per utilizzare lo sfriddo – ritagli di pasta – rimasto durante la preparazione del pane, con il tempo ha dato prima vita a un vero e proprio mestiere, quello del tarallaro appunto, e da cibo povero e di recupero è divenuto una squisitezza – nu sfizio – da sgranocchiare a tutte le ore della giornata.

Dove mangiarli: Tarallificio Leopoldo. Via Foria, 212. Tel. +39 081451166. Via Epomeo, 71. Tel. +39 0817672505. Via V. Colonna, 46. Tel. +39 081416161. Piazza degli Artisti, 6. Tel. +39 0815782382. Via Toledo, 8. Tel. +39 0815512909. Per chi vuole provare il vero tarallo napoletano nonché l’atmosfera di uno storico laboratorio deve far tappa necessariamente in via Foria. Una volta qui non vi limitate ai soli taralli, da provare il danubio, il tortano e la zeppola di San Giuseppe, nei periodi delle festività corrispondenti, e ancora babà e biscotto all’amarena. Taralleria Napoletana. Via San Biagio dei Librai, 3. Tel. +39 081C’è ancora una volta lo zampino di un Leopoldo Infante dietro l’apertura di questo locale moderno tutto dedicato al tarallo. Taralli di tutti i tipi e per tutti i gusti: dal classico ‘nzogna e pepe a quello al piennolo giallo, dal tarallo ai friarielli a quello alla genovese, da quello ai peperoni a quello al formaggio, fino a quelli integrali o vegani. Non mancano le versioni dolci come il tarallo al cioccolato o al limone. Antico Tarallificio Poppella. Via Sanità, 147. Tel. +39 081291305. Passando per il rione Sanità non potrete non essere inebriati dagli odori che dal Tarallificio Poppella si diffondono in tutto il quartiere: taralli ‘nzogna e pepe, pagniutielli – panini sugna e pepe ripieni di salumi, formaggi, uova e cicoli, parigina – pizza preparata con pasta sfoglia e impasto per pizza ripiena con prosciutto, formaggio e pomodoro.

Sfogliatelle e babà. Riccia o frolla, sfoglia croccante o frolla friabile, ma in ogni caso ripiene di un morbidissimo e delicato composto a base di semola, ricotta, zucchero e canditi, le sfogliatelle. Sofficissima pasta lievitata sapientemente bagnata con rhum, il babà. Una volta in città non potrete non cedere a queste golose tentazioni.

Dove mangiarli: Antico Forno F.lli Attanasio. Via Ferrovia, 1. Tel. +39 081285675. L’Antico Forno F.lli Attanasio è un’istituzione in città e non solo, ci sarà quindi un po’ da aspettare, ma le sfogliatelle sono davvero buone. Strepitosi anche i babà. Bar Pasticceria Al Capriccio. Via Carbonara, 39. Tel +39 081440579. Se siete in giro per la città e chiedete a un locale dove è possibile mangiare un buon babà, con molta probabilità vi diranno Al Capriccio. La sua fama è ben guadagnata, qui il babà è veramente superlativo: impasto leggero, cottura perfetta che gli regala la giusta nota ambrata, bagna uniforme e ben dosata e in più dimensioni superiori rispetto alla media. Di ottima fattura le sfogliatelle. Pasticceria Capparelli. Via dei Tribunali, 325. Tel +39 08144310. Anche qui dimensioni più grandi della media e bontà incredibile. Soffice, dorato e preparato secondo tradizione può essere classico o ripieno con panna, frutta o cioccolato. Di alta qualità anche tutti gli altri dolci di tradizione. Pasticceria Scaturchio. Piazza San Domenico Maggiore, 19. Tel. +39 0815516944. Via Luca Giordano, 69. Tel. +39 0810152765. Piazza Amedeo 4/5. Tel. +39 081425543. Qui tutto è buono. Oltre alle sfogliatelle e al babà, sono da assaggiare il ministeriale e i bignè. Ad accompagnare il tutto un buon caffè. La sfogliatella Mary. Via Toledo, 66. Tel. +39 081402218. Un piccolo chioschetto in Galleria Umberto I dove assaggiare i buoni dolci della tradizione campana. Qui le sfogliatelle sono croccanti, friabili e dal ripieno generoso e delicatamente profumato all’arancia e cannella. Il babà si presenta in mille versioni: al rhum, con panna e frutta, con crema e amarene, alla nocciola o ancora con panna e scaglie di cioccolato. Pintauro. Via Toledo, 275. Tel. +39 081417339. Qui nacque la ricetta originale e, ancora, oggi come allora addentare una sfogliatella è piacere puro per il palato. Carraturo. Via Casanova, 97. Tel. +39 0815545364. Dal 1873 una delle più buone pasticcerie di Napoli. Calde, fragranti, dal ripieno cremoso e profumato, le sfogliatelle. Non meno prelibato il babà sia nella versione al rhum che nella versione farcito con crema.

 

Graffe. Ciambelle fritte ricoperte di zucchero realizzate con un impasto a base di farina e patate, ingrediente quest’ultimo che dona al prodotto una piacevolissima leggerezza. Una golosità da gustare in ogni momento della giornata.

Dove mangiarli: Chalet Ciro. Via Caracciolo. Tel. +39 081669928. Calde, ben dorate, preparate a mano secondo tradizione e perfette dopo una notte a tirar tardi in città. Qui il rituale si ripete costantemente ogni giorno: un numero sostanzioso di persone che aspetta l’apertura dello Chelet Ciro – 6.30 del mattino – per gustarle fritte al momento. Voglia di Graffe. Via dei tribunali, 363. Tel. +39 081295623. Le graffe sono sempre fritte al momento e a testimoniarlo dei monitor che trasmettono in tempo reale la preparazione delle graffe in ogni singolo passaggio: dalla frittura alla inzuccheratura.

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